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Il Politecnico di Torino vince la XIII edizione della 1001VelaCup. A Mondello nel "Paolo Padova" doppietta dell'Università padovana

News del 29/09/2019

Il Politecnico di Torino vince la XIII edizione della 1001VelaCup. A Mondello nel "Paolo Padova" doppietta dell'Università padovana

Il Politecnico di Torino ha vinto la XIII edizione della regata internazionale 1001VelaCup, la manifestazione ideata dagli architetti Massimo Paperini e Paolo Procesi, organizzata dall'Associazione 1001VELAcup in collaborazione con l'Università degli Studi di Palermo e il Circolo della Vela Sicilia che vede in acqua imbarcazioni progettate, realizzate e condotte dagli studenti.
L'equipaggio formato dalla coppia Smerchinich e Fenu è rimasto al comando di tutto il finesettimana dopo avere centrato i tre primi posti nelle tre prove del primo giorno di regate. Seconda posizione per l'università di Padova con la coppia Giovagnoni-Juretic. Terza piazza per la Svezia con l’equipaggio formato da Pantzare e Hansson in rappresentanza della Chalmers University of Technology di Goteborg che non è riuscita a difendere il titolo vinto lo scorso anno.
Nel trofeo "Paolo Padova", che vede in acqua equipaggi formati da uno studente e da un professore, doppietta per l'Università di Padova che ha piazzato i suoi due equipaggi al primo e al terzo posto separati dalla tedesca Karlsruhe University of Applied Sciences giunta seconda.
Lontana delle posizioni di testa l'Università di Palermo che ha chiuso all'ottavo posto con Sbacchi e Gullo.
Innovazione ed ecosostenibilità alla base del lavoro degli studenti per l’edizione di quest’anno della 1001VelaCup. Per spingere le prestazioni al massimo, sono apparsi scafi in composito di lino, canapa, sughero, per il quale sono state utilizzate resine "bio”, derivate da frumento e anacardo, e realizzate appendici e timonerie rinforzate con fibra di basalto. Si sono viste architetture avveniristiche con barche strettissime munite di foils, come per gli aliscafi, per far volare letteralmente le barche sull'acqua. Non sono nemmeno mancate vele alari, con un'efficienza aerodinamica del trenta per cento maggiore all'equivalente vela tradizionale, e sono state sperimentati metodi di ricerca che prevedono dispositivi di rilevamento degli sforzi montati sugli scafi e sugli alberi.